Ne avevo parlato anche in qualche post precedente,... ecco il file definitivo!
Diario divulgativo: relazioni, comunicazione interpersonale, counseling, analisi transazionale e tutto ciò che può essere utile per migliorarsi la vita
25 settembre 2013
26 agosto 2013
Dalla parte di Giona
Un giorno, quando il compimento si compirà,
quando tutti saremo "al di là",
rideremo in Cristo delle nostre divisioni.
Con lo sguardo del Padre,
contempleremo la verità, ed in essa ci ritroveremo.
Lo Spirito ci farà sorridere imbarazzati
pensando a tutto il tempo perso,
passato a dividerci tra progressisti e tradizionalisti,
popolo ed élite, intimisti e sociali,
tomisti ed agostiniani, pre e postconciliari...
Eccetera.
Ma ora siamo "di qua".
E, finché siamo "di qua",
è un dovere ragionare, scegliere,
ricercare senso e costruire coerenze
di vita e di fede.
Provare ad intuire le tracce di una fedeltà
che richiede di "essere parte"
e ci chiede di "prendere parte".
Quindi non cercatemi dalle parti
di chi misura la fede a colpi di talari.
Non andrò all'happening di guariti e convertiti
né al meeting di politica e affari
né al santuario grondante di ex-voto pagani
dal cui giogo eravamo stati liberati.
Io sto dalla parte di Giona
e altro segno non ci verrà dato.
Nel buio ventre del grande pesce
giudico miseria baciare il sangue
di uomini, statue o di mani bendate.
Io sto dalla parte di Giona
e altro segno non ci verrà dato.
Io sto nel quotidiano credere.
Io sto dalla parte di Giona.
18 agosto 2013
Mini-workshop: I messaggi educativi secondo l'AT
L'analisi transazionale ha sempre dedicato una grande attenzione ai processi di costruzione della persona, evidenziando alcuni meccanismi educativi che comportano una maggiore o minore realizzazione dell'essere umano. In questo workshop divulgativo proporrò una rilettura delle "ingiunzioni/permessi" copionali originariamente formulate dai Goulding.
L'incontro si terrà venerdì 30 agosto dalle 9.30 alle 12.30, ha un costo di € 30,00 a persona ed è rivolto a tanto ai genitori che vogliano migliorare il proprio approccio educativo quanto a tutte le figure educative (anche in formazione) che vogliano tenersi aggiornate.
L'incontro si terrà venerdì 30 agosto dalle 9.30 alle 12.30, ha un costo di € 30,00 a persona ed è rivolto a tanto ai genitori che vogliano migliorare il proprio approccio educativo quanto a tutte le figure educative (anche in formazione) che vogliano tenersi aggiornate.
30 giugno 2013
C'ero una volta... - Vacanza e crescita personale 2013
Cari amici del blog, avete già organizzato le vostre vacanze? Io ho una proposta da farvi.
Dal 30 luglio al 2 agosto venite con me a "C'ero una volta..." una vacanza speciale che unisce relax e crescita personale. Si svolgerà in Umbria in un posto splendido e ha un costo veramente contenuto (tre giorni di vacanza, vitto alloggio e corso completo, a soli € 350,00 a persona).
Si tratta di un'iniziativa creata in collaborazione con "Amalgama - vacanze e corsi" e potete trovare tutte le info nella sua pagina facebook - sezione eventi, oppure contattarmi direttamente al 349.zerozeroseitrenovequattrosei -
Intanto vi "copioeincollo" i testi del depliant promozionale.
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“...e vissero felici e contenti” è il finale che le fiabe assicurano ai loro immaginari protagonisti.
Ma è possibile vivere “felici e contenti” anche per noi, persone reali fatte di corpo, pensieri, emozioni?
“C'ero una volta...” è un'esperienza di formazione dedicata a chiunque stia facendo i conti con il desiderio di felicità nella propria vita.
Ripercorreremo in tre tappe (passato, presente, futuro) la nostra storia personale e, attraverso la narrazione ed il confronto con quella degli altri partecipanti, capiremo come fare spazio alla felicità.
Perché anche noi, principi e principesse della vita quotidiana, possiamo meritarci di vivere “felici e contenti”... o almeno più sereni
COSA
“C’ero una volta” è un percorso formativo inserito all’interno di una vera e e propria vacanza. Sarà quindi un’occasione per coniugare il proprio relax con un’esperienza di crescita personale..
QUANDO
Dal 30 luglio al 2 agosto 2013.
Gli arrivi in struttura sono previsti nel primo pomeriggio del 30 luglio (alle ore 18.00 si svolge una prima attività di presentazione e avvio del percorso formativo). La partenza è prevista dopo il pranzo del 2 agosto.
DOVE
Il percorso formativo “C’ero una volta...” si svolge tra le colline più belle dell’Umbria a Porchiano del Monte, Amelia (TR). Saremo ospitai di “Casa Angelica”, uno splendido casale con piscina immerso nel verde (www.casagelica.com).
COSTI
Il costo globale è di € 350,00 comprensivi di soggiorno completo (pasti, pernottamenti) e percorso formativo. Restano a carico dei singoli partecipanti i costi di viaggio.
CON CHI
Il conduttore del percorso è Francesco Aprile, formatore e counselor specializzato in Analisi Transazionale. I suoi incontri formativi si sviluppano in una serie di attività (giochi d’aula, canzoni, vignette, simulazioni, attività creative, …) che coinvolgono i partecipanti a vari livelli perché il lavoro comune lasci una traccia (piccola o grande che sia) nella loro vita. È membro di AssoCounseling con la qualifica di “Professional Counselor” e dell’AIAT (Associazione Italiana di Analisi Transazionale) con la qualifica di “Consulente della comunicazione”. www.francescoaprile.net
INFO ED ORGANIZZAZIONE
“C’ero una volta...” è una proposta di Amalgama Vacanze e crescita personale.
Per info: amalgamavacanze@tiscali.it oppure contattare direttamente Sara al 340 722 72 03.
12 giugno 2013
Marmellate e coccodrilli
Ancora una volta l'amato Gianni Rodari mi ha dato spunto per una riflessione, questa volta sul mondo del lavoro. La trovate pubblicata sul blog di Jobyourlife, piattaforma innovativa per la ricerca di lavoro.
Buona lettura!
07 giugno 2013
Fuori la voce! Itinerario musicale tra mafie e legalità
Come scrivevo in qualche post fa, in questi mesi ho ripreso l'attività musicale con il progetto "Manhattan Controtransfert". Questa volta l'occasione è stata data dall'iniziativa "Per non dimenticare..." in cui abbiamo porposto un itinerario musicale in nove brani collegati (come di consueto) da alcuni interventi parlati. Abbiamo voluto accompagnare il pubblico in un percorso che è partito dalla specificità del fenomeno mafioso per poi allargare lo sguardo all'illegalità diffusa (alle "mafie" in senso più ampio") che consuma il nostro paese e chiudere con un invito ad un "risveglio morale" personale e collettivo.
Questa volta la formazione musicale si è arricchita del contributo di Egidio Marullo alla batteria e (su un brano in particolare) di Emanuele Licci al bouzouki.
Ecco una sintesi video della serata
Questa volta la formazione musicale si è arricchita del contributo di Egidio Marullo alla batteria e (su un brano in particolare) di Emanuele Licci al bouzouki.
Ecco una sintesi video della serata
08 maggio 2013
Ricomincio da me
Ricordate il progetto "Manhattan Controtransfert"? Ecco una nuova puntata...
In occasione del IV convegno nazionale di AssoCounseling, ho proposto agli organizzatori un itinerario di canzoni di musica leggera italiana per ripercorrere il counseling e le sue tematiche in forma musicale. Hanno accettato e così i Manhattan Controtransfert si sono lanciati nella loro prima lunghissima tournée, raggiungendo Milano con un mini-spettacolo di dodici brani (da Fossati a Gaber, da Ligabue a Branduardi).
Per sfortuna di chi doveva ascoltarci, Luisa, la nostra bravissima cantante ufficiale, non ha potuto segurici in trasferta e così ho dovuto cantare io... Ma le mie qualità canore puntano al massimo ad un "6 politico per grazia degli ascoltatori", e questo non era possbile ottenerlo su tutti i brani... In particolare la mia esecuzione in prova della canzone "Dentro" di Niccolò Fabi (splendida per introdurre il tema della riscoperta delle risorse interiori) implorava vendetta al dio della musica. Andava sostituita.
Ma siccome, per quanto cercassi, non me ne veniva in mente un'altra degna, alla fine, per tagliar corto, ne ho scritto una io. Quindi... beccatevi il video e buon ascolto!
In occasione del IV convegno nazionale di AssoCounseling, ho proposto agli organizzatori un itinerario di canzoni di musica leggera italiana per ripercorrere il counseling e le sue tematiche in forma musicale. Hanno accettato e così i Manhattan Controtransfert si sono lanciati nella loro prima lunghissima tournée, raggiungendo Milano con un mini-spettacolo di dodici brani (da Fossati a Gaber, da Ligabue a Branduardi).
Per sfortuna di chi doveva ascoltarci, Luisa, la nostra bravissima cantante ufficiale, non ha potuto segurici in trasferta e così ho dovuto cantare io... Ma le mie qualità canore puntano al massimo ad un "6 politico per grazia degli ascoltatori", e questo non era possbile ottenerlo su tutti i brani... In particolare la mia esecuzione in prova della canzone "Dentro" di Niccolò Fabi (splendida per introdurre il tema della riscoperta delle risorse interiori) implorava vendetta al dio della musica. Andava sostituita.
Ma siccome, per quanto cercassi, non me ne veniva in mente un'altra degna, alla fine, per tagliar corto, ne ho scritto una io. Quindi... beccatevi il video e buon ascolto!
11 aprile 2013
"Essere umani" al lavoro
Chiara è una ragazza che lavora
presso un centro servizi con un contratto a termine. Allo scadere del
contratto, l'ultimo giorno di lavoro si aspetta di avere un colloquio
con qualcuno dei suoi responsabili per sapere se il suo contratto è
rinnovato o meno. Nessuno sa nulla, il super-capo non è in sede e
lei rientra a casa con un grande punto interrogativo: ma domani mi
presento o no al lavoro? Il fatto che nessuno le abbia detto nulla le
fa sospettare di non essere confermata, ma alcuni suoi colleghi le
dicono che in azienda in questo periodo c'è un po' di caos, quindi
di non dare per scontato nulla, è bene attendere una notizia
ufficiale. Durante la strada del rientro, Chiara riceve un SMS sul
cellulare: “Ciao. Il tuo contratto scade oggi”. Mittente sconosciuto, ma deve essere un numero della
società di recruiting che l'ha selezionata e le ha procurato il
lavoro. Chiara richiama: “Se ho ben capito non sono piaciuta e
quindi non mi prendono, giusto?” “A noi non risulta che non sia
piaciuta, sappiamo solo che la società non ci ha fatto sapere nulla,
quindi lo prendiamo per un no, succede”. “Ok, capisco. Ma mi
permetta una considerazione: non c'era proprio nessuno (né tra di voi né in azienda) disposto a
dirmelo di persona? Inviare un SMS non mi sembra il massimo della
correttezza...”. La risposta è stata: “Si ritenga fortunata ad
aver ricevuto almeno l'SMS. In genere non mandiamo neanche quello”.
La storia che vi ho raccontato è
accaduta davvero e la trovo un esempio di una terribile
de-umanizzazione del lavoro ai nostri giorni. E di storie come questa
ne raccolgo tante nella mia attività di counseling professionale e
formatore, ultimamente sempre di più. Abitualmente tendo a
distinguere, a prendere le lamentele con un certo distacco. Di casi
isolati di “maleducazione” (se così possiamo chiamarla) ce ne
sono sempre stati e ce ne saranno, non si può generalizzare né
tanto meno scandalizzarsi. Eppure, rispetto a quello che ho visto
anche solo una decina di ani fa, quando ho iniziato a girare per le
aziende, mi sembra assistere ad un inesorabile e progressivo
deterioramento della qualità delle relazioni umane sui luoghi di
lavoro. E quando chiedo al maltrattato di turno “Cosa ti hanno
risposto?” la risposta è sempre: “Mi han detto che siamo in
tempi di crisi quindi occorre incassare, non andare per il sottile,
accontentarsi di quel che c'è”.
Io credo che la frase “c'è la crisi”
si ormai abusata e utilizzata a sproposito per coprire qualunque
schifezza senza prendersi le proprie responsabilità. La cura delle
relazioni umane non è un lusso che ci si può permettere solo
fintanto che le cose vanno bene. Una persona resta tale “nella
buona e nella cattiva sorte” e, crisi o non crisi, i nostri
interlocutori hanno diritto ad un “minimo sindacale di dignità”.
Questo significa, ad esempio, dare una risposta, magari anche
negativa (non si può sempre dire sì, evidentemente). Ma rispondere.
E rispondere guardando in faccia il nostro interlocutore.
Mi metto allora nei panni di uno
qualsiasi dei vari responsabili/capi di Chiara. Ognuno di essi si è
trincerato dietro un “non spetta a me” per togliersi
dell'imbarazzo di dire ad una persona “Ci dispiace, non sarai
assunta”. La domanda che ora faccio loro non riguarda più la
dignità negata di Chiara, ma riguarda la loro stessa
identità/qualità di professionisti: Dove è la vostra dignità?
Negando a lei una risposta, state rinunciando alla vostra stessa
umanità, vi state appiattendo a semplici rotelle di un ingranaggio
organizzativo. Vi comportate in maniera de-umanizzata: ne siete
contenti? Non avete nostalgia di riprendervi un pezzo di "rischio umano" e di
soddisfazione, di orgoglio di far bene il vostro lavoro?
Per riconoscere dignità agli altri,
occorre la voglia di riscoprirsi umani, noi per primi.
A me sembra che ce ne sia un gran
bisogno: ne avremo il coraggio?
05 aprile 2013
Mi ascolto... e te la canto!
Nel mio lavoro ci metto passione ed anche “le mie passioni”, in primis la musica leggera. Così, dopo l'esperienza radiofonica di “Una musica può fare”, dopo aver lanciato il progetto “Manatthan Controtransfert” (che ad aprile e maggio presenterà due nuove performance di cui vi dirò), ecco qui una nuova iniziativa sul binomio “canzoni e crescita personale”. Si chiama “Mi ascolto... e te la canto” ed è un progetto per sviluppare l'intelligenza emotiva rivolto ad un gruppo di adolescenti, invitati a dare voce al proprio vissuto emozionale attraverso un lavoro di ascolto, analisi (e produzione) di musica leggera.
Tutto è nato dallo scambio di idee con Marcello D'Ippolito e Francesca Costantini, i due fondatori e responsabili della scuola di musica “Ragtime Bubu Band” di Calimera (LE). Sono persone con una forte sensibilità educativa e credono che la propria scuola non debbo occuparsi solo della semplice “istruzione musicale” ma anche trovare modi di stimolare la crescita a 360° di chi la frequenta. E, in questa ottica, hanno voluto che l'iniziativa non avesse costi per i partecipanti, è la scuola che la offre come un “bonus”.
Il progetto coinvolge una decina di adolescenti e la sua metodologia di base è il discoforum, integrato da sessioni dialogate, confronto di gruppo, analisi di vignette e altri materiali multimediali. Ogni incontro inizia con l'ascolto di alcuni brani di musica leggera e da una loro analisi (dapprima sulla forma musicale, poi sul testo). Le canzoni del primo incontro erano incentrate sull'ascolto di sé e hanno portato alla conoscenza delle nozioni di base dell'intelligenza emotiva. Gli incontri successivi (che si tengono in questo mese) sono invece incentrati sulle quattro emozioni di base (paura, rabbia, tristezza, gioia) e il lavoro di analisi delle canzoni lascia gradualmente spazio a far emergere alcuni vissuti emotivi dei partecipanti che, guidati da me, sono invitati a scoprire il valore delle emozioni e l'approccio di base per una sana gestione.
Durante questi incontri striamo anche raccogliendo idee, spunti, riflessioni dei partecipanti che possano diventare la base di lavoro per la terza ed ultima fase (maggio), nella quale si passa dall'ascolto del mondo emotivo e canoro altrui all'espressione del proprio mondo emotivo attraverso la produzione di uno o più brani di musica leggera. In pratica, chiederemo ai partecipanti: “Sinora abbiamo ascoltato come gli altri hanno espresso le loro emozioni in musica: Ora proviamo ad esprimere noi le nostre emozioni in musica” e proveremo, con la supervisione dei maestri della scuola musicale a scrivere e arrangiare uno o più brani che diano voce al loro mondo interiore e che, se vorranno, potranno essere presentati nel saggio di fine anno della scuola, previsto a Giugno.
Tutto è nato dallo scambio di idee con Marcello D'Ippolito e Francesca Costantini, i due fondatori e responsabili della scuola di musica “Ragtime Bubu Band” di Calimera (LE). Sono persone con una forte sensibilità educativa e credono che la propria scuola non debbo occuparsi solo della semplice “istruzione musicale” ma anche trovare modi di stimolare la crescita a 360° di chi la frequenta. E, in questa ottica, hanno voluto che l'iniziativa non avesse costi per i partecipanti, è la scuola che la offre come un “bonus”.
Il progetto coinvolge una decina di adolescenti e la sua metodologia di base è il discoforum, integrato da sessioni dialogate, confronto di gruppo, analisi di vignette e altri materiali multimediali. Ogni incontro inizia con l'ascolto di alcuni brani di musica leggera e da una loro analisi (dapprima sulla forma musicale, poi sul testo). Le canzoni del primo incontro erano incentrate sull'ascolto di sé e hanno portato alla conoscenza delle nozioni di base dell'intelligenza emotiva. Gli incontri successivi (che si tengono in questo mese) sono invece incentrati sulle quattro emozioni di base (paura, rabbia, tristezza, gioia) e il lavoro di analisi delle canzoni lascia gradualmente spazio a far emergere alcuni vissuti emotivi dei partecipanti che, guidati da me, sono invitati a scoprire il valore delle emozioni e l'approccio di base per una sana gestione.
Durante questi incontri striamo anche raccogliendo idee, spunti, riflessioni dei partecipanti che possano diventare la base di lavoro per la terza ed ultima fase (maggio), nella quale si passa dall'ascolto del mondo emotivo e canoro altrui all'espressione del proprio mondo emotivo attraverso la produzione di uno o più brani di musica leggera. In pratica, chiederemo ai partecipanti: “Sinora abbiamo ascoltato come gli altri hanno espresso le loro emozioni in musica: Ora proviamo ad esprimere noi le nostre emozioni in musica” e proveremo, con la supervisione dei maestri della scuola musicale a scrivere e arrangiare uno o più brani che diano voce al loro mondo interiore e che, se vorranno, potranno essere presentati nel saggio di fine anno della scuola, previsto a Giugno.
Il lavoro per il momento procede bene... restate sintonizzati e vi racconterò come è andata a finire.
17 marzo 2013
OT: Francesco, Vescovo di Roma
Un post dedicato ai vaticanisti, ai credenti (a vario modo) e agli anticlericali. Dopo aver letto e ascoltato tanto sull'elezione di Papa Francesco, ora sento il bisogno di scrivere quello che mi sarebbe piaciuto leggere.
A TUTTI
Le parole e i gesti dell'inizio di questo Papa sono stati di una portata storica ed ecclesiale immensa. Nella storia della Chiesa si sono confrontate (e continuano tutt'ora) concezioni molto differenti di intendere il ruolo del Papa e il suo rapporto con gli altri vescovi.
Semplificando un po' possiamo dire che c'è una corrente di pensiero che ricorda come ogni Vescovo sia il pastore della propria diocesi (quindi "padrone a casa sua" con notevoli conseguenze anche sul piano della guida pastorale e della cura dottrinale) e che il Papa sia il Vescovo di Roma che storicamente ha avuto il compito di "armonizzare" nella comunione le varie chiese locali. Un'altra corrente di pensiero invece vede nel Papa/Pontefice un vero e proprio "capo della chiesa" in senso fortemente gerarchico, con intuibili conseguenze sul piano teologico e pastorale (e con ovvia diminuzione dell'auctoritas dei pastori delle cheise locali).
Negli ultimi secoli (!) di storia la corrente "collegiale" è stata di fatto minoritaria (aumentando così il distacco dalle chiese protestanti e ortodosse che rifiutano una interpretazione "piramidale" del cosiddetto "Primatus Petri") fino alla concezione di sovraesposizione mondiale mediatica fatta da Giovanni Paolo II (Benedetto XVI pure era di questa linea).
Invece Papa Francesco, fresco di elezione ha detto delle parole semplici ed inequivocabili: "La comunità diocesana di Roma ha il suo Vescovo: grazie!
[...] incominciamo questo cammino: Vescovo e popolo. Questo cammino della Chiesa di Roma, che è quella che presiede nella carità tutte le Chiese".
Parole nette, semplici nella forma, teologicamente perfette, densissime di significati ecclesiali che dicono come Papa Francesco ha in testa e nel cuore un'idea di Chiesa e di esercizio del suo ruolo di tipo episcopal-conciliarista. Personalmente, ne sono ben contento e credo che, se continua così, ci troviamo davanti ad una figura il cui peso pastorale potrebbe rivelarsi addirittura maggiore di Giovanni XXIII.
Questa semplice ma immensa precisazione teologica non l'ho sentita fare da nessun giornalista in questi giorni.
Invece credo fosse proprio questo ciò che avrebbero dovuto spiegare a tutti gli ascoltatori/lettori, i quali hanno intuito di trovarsi davanti qualcosa di immenso senza riuscire forse a decifrarlo appieno (cogliendone però il linguaggio dei segni: il rifiuto di vesti eccessivamente ricche, l'invocazione della benedizione da parte del popolo, ...).
AI GIORNALISTI
Se ti proponi come un "giornalista commentatore" di fatti vaticani ricordati che per capire (e aiutare i tuoi lettori a capire) il senso degli eventi vaticani:
- Sarebbe il caso che tu studiassi un po' di teologia e di storia della chiesa prima di parlare
- No. Aver letto i romanzi di Dan Brown non ti autorizza a proclamarti "esperto" di fatti ecclesiali.
- I luoghi comuni su "i gesuiti" (molto intelligenti ma subdoli manipolatori) o su "il papa bianco contro il papa nero" o su altri ordini ecclesiastici non possono essere utili a capire gli eventi e simili baggianate ormai tendono a sparire anche dalle più vetuste barzellette dei preti. Siete mentalmente più vecchi voi di molti cardinali.
AI CREDENTI
Per quanto lo stesso Papa si sia detto (ovviamente) in continuità con i suoi predecessori, i suoi gesti, il suo stile di vita e i suoi discorsi non lo sono affatto. Io credo che questo sia un gran bene per la Chiesa. Con rispetto parlando, Bergoglio sta a Wojtyla come la Roma alla Lazio: non puoi tifare per tutti e due.
Allora vedere in giro commenti del tipo: "vedo in lui un nuovo Giovanni Paolo II" significa una di queste due cose:
- siamo ancora dei credenti ingenui e "bravi bambini" che hanno imparato che "si vuol bene al Papa" in quanto tale. In tal caso... SVEGLIAAAAA! Accendete la testa. I papi non sono tutti uguali, la Chiesa e il mondo hanno bisogno di credenti pensanti!
- Oppure lo sappiamo che gli stili pastorali sono opposti ma facciamo finta di niente, come se nulla fosse, oppure ci arrampichiamo in ridicole costruzioni semantiche per dimostrare che "in realtà volevano dire la stessa cosa ma in modo diverso". Se siete di questa linea posso solo dirvi che il vostro servilismo è il contrario della parresìa evangelica e che, quindi, siete miei nemici. E non sempre ho la forza e la voglia di pregare per i miei nemici.
AGLI ANTICLERICALI
Io vi amo quando mi mettete in crisi, costringendomi a chiedermi: Ma io, perché credo? E in cosa credo? Quante incrostazioni storico-sociali sporcano la mia fede?
Quindi vi prego, fate bene il vostro mestiere.
Cioè criticate i credenti a ragion veduta usando bene gli strumenti della ragione (a voi tanto cara, ma anche a me).
In questi giorni ho letto tantissimi commenti critici sulla chiesa, il conclave e i papi, ma mi sembra che appena il 10% fossero delle frasi fondate razionalmente. Il resto erano affermazioni generiche, luoghi comuni con la stessa dignità epistemologica dei pareri calcistici di un ultrà. Quandi niente da commentare da parte mia su espressioni tipo "Tanto sono tutti ladri/pedofili/bugiardi/schifosi..." ecc.
Mi soffermo invece su una accusa particolamente grave riguardante il rapporto con i regimi destrorsi sudamericani e addirittura il "tradimento" da parte di Bergoglio di due gesuiti lasciati deliberametamente nelle mani torturatrici di un regime dittatoriale per pura ragione di stato.
E' una accusa molto pesante e da simpatizzante del nuovo Papa mi piacerebbe che ogni dubbio a riguardo fosse dissipato.
Oppure dimnostratemi che la mia simpatia è mal riposta argomentando per bene i fatti accaduti ed evitando di riportare citazioni da citazioni da citazioni da link che riprendono spezzoni di interviste di quarta mano...
Non vorrete mica fare la figura di quelle femministe incazzose che hanno attaccato istericamente il Papa per una frase contro le donne MAI DETTA e la cui unica fonte era un "google answers" del 2007 rimpallato per il web come "fonte certa"...
E' vero che il Vaticano ha raggiunto livelli di non trasperenza e inciucio da fa vergognare Gesù Cristo e tutti credenti. E' proprio per questa scarsa trasparenza che il rischio di cadere nelle trappole del complottismo misterico è sempre dietro l'angolo.
Vorrei perciò che le vostre accuse alla Chiesa fossero ben fondate, cristalline. Altrimenti andiamo soltanto ad alimentare il palinsesto di Voyager.
E sarebbe proprio un peccato che il Libero Pensiero Razionalista passasse dai fasti del giacobinismo alle miserie del giacobbismo...
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